Nel breve arco temporale di 19 ore, Bitcoin ha fatto registrare un vero e proprio crollo, passando da 58mila a 47mila dollari. Si tratta della più grande flessione mai fatta registrare dalla sua quotazione almeno sino a questo momento. Una defaillance la quale ha naturalmente spinto molti analisti e investitori a porsi una precisa domanda: a cosa è dovuto l’accaduto? Il quesito sembra comunque avere una risposta ben precisa. Andiamo a vedere quale.

Il crollo di Bitcoin è dovuto alla liquidazione dei derivati

Il prezzo del bitcoin è sceso di oltre 10mila dollari in poche ore, a causa della liquidazione delle posizioni in derivati ​​per un valore superiore a 1 miliardo di dollari da parte degli exchange di criptovalute. A rivelare quanto accaduto è stato il tracker Bybt.com, secondo il quale solo nel corso delle ultime 24 ore sono stati liquidati circa 1,50 miliardi di dollari di interessi aperti dagli scambi di criptovalute. In pratica le piattaforme di scambio crypto non hanno fatto altro che intervenire sulle posizioni dei trader caratterizzate da un indebitamento eccessivo. 

Bitcoin: cosa sta realmente accadendo?

Per capire quanto sta accadendo, occorre ricordare che gli exchange di criptovaluta consentono l’utilizzo della leva finanziaria. Cui possono ricorrere tutti coloro che non hanno grandi cifre da investire, per aumentare la resa del proprio trading. Quando viene utilizzato questo strumento, però, viene anche fissato un confine in basso, un livello di quotazione il quale, una volta toccato, comporta la chiusura automatica della posizione o la forzatura della liquidazione da parte delle borse. A quel punto, infatti,  i trader non sono in grado di soddisfare i requisiti di margine delle loro posizioni con leva e devono essere stoppati per evitare guai più grossi.

Il commento di Paolo Ardoino 

A commentare quanto accaduto nel corso di 19 ore destinate a restare nella storia, è stato Paolo Ardoino, il CTO di Bitfinex. Lo ha fatto nell’ambito di una dichiarazione rilasciata a The Block, affermando: “Nelle scorse settimane, si è verificato un notevole accumulo sul lato lungo, quindi i trader dovrebbero aspettarsi tali eventi di correzione”. Ha anche aggiunto che queste correzioni sono assolutamente normali, proprio perché avvengono in automatico.
Per quanto riguarda gli exchange più interessati dagli eventi, la maggior parte delle liquidazioni è avvenuta su Binance, seguito da Huobi e Bybit. Mentre in termini di asset crittografici, oltre alle posizioni in BTC sono state colpite quelle in Ether e XRP.

Una conferma delle parole di Janet Yellen?

Quanto accaduto, però, rischia di dare nuovamente il destro ad una vera e propria crociata da parte dei crypto-haters. Il crollo fatto registrare da Bitcoin ha in pratica rappresentato una plastica conferma delle parole rilasciate poche ore prima da Janet Yellen. Il segretario al Tesoro della nuova amministrazione guidata da Joe Biden, infatti, aveva ancora una volta attaccato  l’icona attribuita a Satoshi Nakamoto ricordandone l’eccessiva volatilità. Una dichiarazione che a molti era sembrata l’ennesima conferma del pregiudizio di una parte del mondo finanziario tradizionale contro gli asset digitali. Oltre che una avvisaglia di quanto potrebbe accadere nell’immediato futuro.