La crescita di Filecoin prosegue a ritmi impressionanti. La sua capacità di archiviazione, infatti, ha raggiunto i 2,5 miliardi di gigabyte, ovvero 2,5 exabyte. Per capire meglio il dato occorre ricordare che esso corrisponde a migliaia di volte quella raggiunta da Wikipedia e decine di volte quanto necessario per Internet Archive. Mentre Twitter nel corso di un anno produce circa 4,3 petabyte, ovvero 0,0043 exabyte. Si tratta peraltro di una notevole accelerazione in tal senso, se si pensa che nel mese di novembre dell’anno passato il dato era ancora attestato ad un exabyte.

I dati comunicati

Secondo il comunicato emesso da Filecoin, la capacità di archiviazione raggiunta sarebbe pari a 725 milioni di film a 1080p, 11.250 copie di Wikipedia e 47 copie di Internet Archive. Un dato talmente eclatante da spingere Colin Evran, responsabile dell’ecosistema di Filecoin, ad affermare che si tratta di un momento cruciale per Filecoin e per il più ampio movimento Web 3.0, realizzando in pratica l’ambizioso obiettivo di una rete sempre più aperta e decentralizzata.

Filecoin: di cosa si tratta

Filecoin è una rete di archiviazione decentralizzata la quale si fonda sulla condivisione dei dati da parte di migliaia di computer posizionati in ogni parte del globo. I quali vengono pagati per lo spazio messo a disposizione. Essendo la rete decentralizzata, i dati non sono conservati in un unico luogo. Una caratteristica che va a ridurre in maniera esponenziale il rischio che possano essere persi oppure corrotti.
Filecoin fornisce anche un modo teso ad incentivare l’archiviazione dei dati su IPFS, un protocollo progettato per consentire l’accesso a Internet da qualsiasi parte del globo. Gli utenti possono a loro volta memorizzare i dati direttamente dalla rete IPFS stessa. Se il protocollo è integrato in modo nativo nel browser Brave, gli utenti possono comunque eseguire i propri nodi IPFS.

La quotazione su Coinbase

Filecoin ha fatto molto parlare di sé sin dagli esordi. Basti pensare che la sua ICO (Initial Coin Offering) è stata in grado di raccogliere nel corso del 2017 ben 250 milioni di dollari. Nei tre anni successivi il progetto è stato sottoposto ad un grande lavoro teso a metterlo in sicurezza, con risultati di grande rilievo, tanto da spingere Coinbase a quotarlo sulla sua piattaforma. Una decisione che non solo ha fatto lievitare il suo prezzo, ma ne ha anche dimostrato la validità. Ovviando ai danni di immagine provocati dalla protesta dei minatori avvenuta subito dopo il suo lancio ufficiale sulla mainnet, che ha avuto luogo a ottobre. Una protesta conseguente all’adozione di un meccanismo di ricompensa il quale premia solo le farm più grandi, a discapito delle piccole entità.
E’ stato uno studio di 8btc.com a rivelare come cinque delle maggiori farm abbiano deciso di tenere spente le loro apparecchiature per ovviare ad un modello economico considerato del tutto sballato. Il quale obbliga in pratica ad acquistare una quantità significativa di token FIL al fine di poter effettivamente dare inizio alle operazioni di mining. Operazione che se effettuata presso un exchange, comporta significative commissioni, diventando quindi sconveniente. 

  • filecoin
  • Filecoin
    (FIL)
  • Prezzo
    $87.75
  • Cap. del mercato
    $6,387,701,102.00