OKCoin sospenderà il trading di Bitcoin Cash e Bitcoin SV a partire dal prossimo mese di marzo. La decisione dell’exchange di San Francisco è stata motivata con il discredito gettato da Craig Wright, il principale attore di Bitcoin Satoshi Vision, sull’intera comunità che si muove dietro BTC. Una decisione molto forte, destinata a creare notevoli polemiche, proprio in considerazione dei comportamenti tenuti dall’uomo d’affari australiano nel corso degli ultimi anni.

Perché Craig Wright è un problema

Ormai da tempo, Craig Wright è impegnato in una lunga serie di cause contro altri personaggi di spicco dello spazio crypto. La più clamorosa, almeno al momento, è quella che gli è stata intentata da Ira Kleiman, per la questione del Tulip Trust. Ovvero della struttura che conserva un quantitativo pari a 11mila Bitcoin in una serie di indirizzi attribuiti a Satoshi Nakamoto. In pratica, se Wright non riuscirà a dimostrare di essere realmente l’inventore dell’icona crittografica, dovrà pagare alla controparte una cifra pari al valore di metà dei token. Una cifra nell’ordine dei miliardi di dollari che peraltro continua a lievitare di giorno in giorno, considerato quanto sta accadendo sui mercati. Le mosse scomposte dell’uomo d’affari gli hanno procurato inoltre un vero e proprio sberleffo da parte dei suoi avversari, i quali lo hanno ribattezzato Faketoshi.

Le dichiarazioni di Hong Fang

La mossa di OKCoin è stata spiegata dal suo amministratore delegato, Hong Fang, in un post pubblicato sul blog aziendale. Ove afferma che le mosse scomposte di Wright hanno non solo provocato grande turbamento nel mondo della crittografia, ma anche danneggiato la reputazione di Bitcoin. Citando in particolare la rivendicazione da parte sua del copyright sul white paper e la minaccia di azioni legali contro coloro che lo hanno pubblicato anche senza alcun scopo di lucro. Come è accaduto a Square, Bitcoin.org e Bitcoincore.org, da lui citati di recente.

Wright è una minaccia non solo per Bitcoin, ma per l’intero spazio crittografico

La sentenza di Hong Fang su Craig Wright, all’interno dello stesso post, è di conseguenza lapidaria: “Anche se Wright non controlla o possiede l’intera comunità di BSV, è uno stakeholder molto significativo e influente. Se continuiamo a consentire il trading di BSV sulla nostra piattaforma, corriamo il rischio di supportare implicitamente un simile attacco alla natura open source di Bitcoin, che è altamente distruttivo per l’ecosistema Bitcoin (e per l’ecosistema crittografico nel suo insieme).”
Una motivazione condivisibile o meno, la quale però, approda ad una sentenza non solo ambigua, ma anche contraddittoria. Insieme a Bitcoin Satoshi Vision viene infatti bandito da OKCoin l’altro progetto nato da un hard fork di Bitcoin, ma non BTC stesso. Se il discredito è sull’intera comunità che si muove intorno alla regina delle criptovalute, perché continuare a consentire il trading su di essa, escludendo gli altri progetti?
Una domanda di non poco conto, anche alla luce del fatto che si tratta comunque di due delle principali altcoin in circolazione. Secondo la classifica di CoinMarketCap in termini di capitalizzazione di mercato, infatti, Bitcoin Cash è attualmente al decimo posto, mentre Bitcoin SV si trova in ventunesima posizione.