Dopo la cripto-truffa Coinseed, ora è il turno di Bitfinex e Tether a ritrovarsi sotto accusa da parte del procuratore generale dello Stato di New York (NYAG), Letitia James. Alle due aziende è stato infatti vietato di operare all’interno dei confini statali, oltre al pagamento di una multa pari a 19,5 milioni di dollari. Il tutto nell’ambito di un caso risalente al 2019 il quale aveva suscitato sin dall’inizio notevole scalpore per le possibili implicazioni.

Bitfinex e Tether: i motivi del grave provvedimento

E’ stata la stessa Letitia James a rendere noti i motivi della decisione presa contro Bitfinex e Tether: l’aver coperto in maniera illegale enormi perdite finanziarie al fine di mantenere attivo il proprio piano e proteggere i lauti profitti da esso derivanti.
In particolare, Tether ha continuato ad affermare la copertura della sua criptovaluta in dollari statunitensi, nonostante ciò fosse palesemente falso. Mentre Bitfinex avrebbe a sua volta utilizzato i fondi di Tether allo scopo di coprire clandestinamente un buco finanziario di 850 milioni di dollari presso la sua banca Crypto Capital, a Panama.

Cosa è emerso nel corso dell’indagine

Quanto appurato nel corso dell’indagine della procura di New York sembra in effetti clamoroso. In pratica, a partire dal 2017 Tether non aveva accesso al sistema bancario e quindi non disponeva di riserve per sostenere i token che circolavano in quel momento. Nonostante ciò ha continuato a portare avanti la sua attività, mettendo quindi a repentaglio i soldi che gli erano stati affidati dagli investitori. Un comportamento che ha indotto Letitia James ad emanare il bando nei confronti degli interessati all’interno dello Stato di New York.

La risposta di Bitfinex

La risposta di Bitfinex, a sua volta, cerca di ventilare l’ipotesi che l’exchange di Hong Kong non abbia subito alcuna perdita, ma che i fondi di Crypto Capital sarebbero stati confiscati dai governi di Stati Uniti, Polonia e Portogallo. Inoltre ha emesso un comunicato, nella giornata di martedì, all’interno del quale ha affermato che le conclusioni della procura non avrebbero dimostrato alcuna mancanza da parte sua. Affermando che la stessa si sarebbe limitata a contestare la mancanza di una adeguata strategia informativa.
Va anche ricordato che Bitfinex aveva cercato di sottrarsi al procedimento affermando di non poter essere perseguito avendo sede a Hong Kong ed essendo registrato presso le Virgin Islands britanniche. Una tesi respinta dalla NYAG, la quale aveva constatato come l’exchange aveva consentito ai suoi clienti di New York di dare vita a transazioni sino al 2017. E, ancora, che alcuni dirigenti della struttura risultavano domiciliati nella Grande mela.

Cosa potrebbe accadere ora

La decisione di Letitia James era attesa con molta ansia dall’intero settore crittografico. Il motivo è da ricercare nel fatto che, secondo alcuni analisti, potrebbe avere un effetto dirompente sui mercati. In particolare sulla quotazione del Bitcoin, che si trova in un momento di debolezza dopo la costante crescita degli ultimi mesi. Non resta quindi che attendere le prossime ore per capire sino a quale punto possa essere fondato questo pronostico.